Col di Lana Stampa

ll Col di Lana è per tutta la valle di Livinallongo un autentico monumento a cielo aperto.

Rappresenta la nostra storia, segna le radici più strette con i nostri avi che lì sopra persero la vita nel corso della Grande Guerra, testimonia una ferita che ha attraversato le nostre famiglie e quelle dei nostri nonni e bisnonni. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il nostro territorio non apparteneva al Regno d'Italia ma all'Impero Austro-Ungarico. La gente ladina perciò fu mandata a combattere in Russia già nel 1914, prima che si aprisse il fronte italiano l'anno successivo. La valle, attraversata dal fronte, subì distruzioni pressoché totali e le popolazioni vennero evacuate, per rientrare soltanto dopo la disfatta di Caporetto (23-24 ottobre 1917). Si tratta di vicende terribili, che hanno segnato intere generazioni. Oggi il nostro territorio è ricco di musei e testimonianze su quel periodo della storia e sulla crescita della nostra identità ladina.

 

Ma il Col di Lana è anche meta privilegiata per chi voglia camminare in montagna nel periodo estivo, come del resto lo sono le altre montagne intorno. Il Pelmo, il Civetta, la Marmolada, Porta Vescovo, Piz Boè e tutto lo spettacolare Gruppo del Sella offrono d'inverno ben 1200 km di piste lungo il circuito del Dolomiti Superski, vero paradiso per gli amanti dello sci, mentre d'estate camminate per i boschi, escursioni, vie ferrate, arrampicate oppure sentieri per la mountain bike, o ancora le strade dei leggendari passi dolomitici per chi ama la bicicletta da strada. C'è solo, per davvero, l'imbarazzo della scelta.